Tutte le risorse

Errori di marketing che costano soldi

Dove le PMI bruciano il budget di marketing (secondo i dati, non secondo me)

· 4 min di lettura

"Metà dei soldi che spendo in pubblicità sono sprecati. Il problema è che non so quale metà." La frase è attribuita a John Wanamaker, un commerciante americano di fine Ottocento. Il punto amaro è che oltre un secolo dopo i dati le danno ancora ragione, e in certi casi la fanno sembrare persino ottimista.

Perché il problema non è quanto spendi in marketing. È che quasi mai sai dove i soldi si perdono. E si perdono, di solito, negli stessi tre punti. Per ognuno non ti do la mia opinione: ti do i numeri, aggiornati.

"Non so quale metà funziona"

Oggi il buco di Wanamaker è misurabile, ed è imbarazzante. Uno studio dell'ANA (Association of National Advertisers) sulla trasparenza del programmatic ha stimato che, di ogni dollaro che entra in una piattaforma di acquisto pubblicitario, solo circa 36 centesimi arrivano davvero davanti a un potenziale cliente; il resto si disperde tra commissioni, inventory scadente e frodi. Diverse stime del 2024 collocano la quota di spesa pubblicitaria sprecata intorno al 40%.

Ma per una PMI il buco vero è più semplice: sai quanti clic ha fatto una campagna, non quale canale ha portato i clienti che poi hanno pagato. Sono due cose diverse. La domanda giusta non è "quanti contatti ho ricevuto", è "quali di quei contatti sono diventati fatturato". E spesso per rispondere basta chiedere: un "come ci ha trovati?" raccolto con costanza per qualche mese vale più di molte dashboard colorate.

Il buco più costoso è il tempo di risposta

Qui i numeri, aggiornati, sono impietosi. Secondo i dati di speed-to-lead del 2024, il 78% dei clienti compra dalla prima azienda che risponde. E la velocità pesa in modo drammatico: rispondere entro il primo minuto può aumentare le conversioni fino a circa il 391%, e oltre i cinque minuti le probabilità di qualificare un contatto crollano.

Non è una novità: già uno studio pubblicato su Harvard Business Review nel 2011 lo aveva mostrato. La novità è che, più di dieci anni dopo, quasi nessuno lo applica. Nel 2024 il tempo medio di risposta a un lead resta di molte ore, contro un'attesa dei clienti che si misura in minuti. Non è un problema di budget pubblicitario, è un problema di processo. Paghi per farti trovare e poi lasci raffreddare per due giorni chi ti aveva trovato. È come riempire d'acqua un secchio bucato.

Stai spendendo tutto sull'"adesso"

Il terzo buco riguarda come dividi il budget. Il riferimento resta il lavoro di Les Binet e Peter Field ("The Long and the Short of It", IPA), che su quasi mille casi ha individuato una proporzione diventata famosa: nel lungo periodo il mix più efficace sta intorno al 60% di costruzione di marca e 40% di attivazione delle vendite. Il dato interessante è che va nella direzione opposta a dove sta andando il mercato. Nel 2024, secondo l'Annual Marketing Report, il 70% dei marketer ha spostato budget sul performance a scapito del brand. E Nielsen, sempre nel 2024, avverte che sovra-investire sul performance innesca un circolo vizioso: trascuri la parte alta del funnel e finisci per convertire meno prospetti pagandoli di più. Ricerche recenti collocano l'equilibrio ottimale tra il 40% e il 70% sul brand, a seconda del settore. Se metti quasi tutto sull'"adesso", ogni mese riparti da zero.

Cosa fare, questa settimana

Non serve un budget più grande. Servono tre mosse, quasi a costo zero. Traccia da dove arrivano i clienti che pagano, non i clic, anche solo con una domanda ripetuta per tre mesi. Dai a qualcuno il compito preciso di rispondere ai nuovi contatti in minuti, non in giorni, perché è la leva più economica che hai. E sposta un po' di budget dall'"compra ora" verso qualcosa che ti fa ricordare nel tempo. Il budget che hai, quasi sempre, basta già: quello che manca è tappare i buchi prima di versarci dentro altri soldi.

Fonti e approfondimenti

  • ANA (Association of National Advertisers), studio sulla trasparenza del programmatic (circa 36 centesimi per dollaro raggiungono l'utente; ~25% della spesa programmatic sprecata).
  • Dati speed-to-lead 2024: il 78% dei clienti compra dalla prima azienda che risponde; forte impatto della risposta entro il primo minuto.
  • Nielsen, "Are you investing in performance marketing for the right reasons?", 2024.
  • Annual Marketing Report 2024 (spostamento del budget verso il performance).
  • Les Binet & Peter Field, "The Long and the Short of It", IPA (regola 60/40), tuttora riferimento.
  • Studio sul tempo di risposta ai lead, Harvard Business Review, 2011.
  • Frase sullo spreco pubblicitario attribuita a John Wanamaker (fine XIX secolo).